IL TESTO INTEGRALE DELL\\\'INTERVENTO DELLA SEGRETARIA GENERALE DELLA UIL CALABRIA MARIAELENA SENESE AL XIX CONGRESSO NAZIONALE UIL CHE SI È TENUTO A PADOVA DAL 2 AL 4 LUGLIOCare delegate, cari delegati, amiche e amici della UIL, c’è una frase che, secondo me, spiega bene questo il senso vero di questo Congresso: questo è il Congresso della svolta.
Una svolta che coincide con il nuovo sentire della società, attraversata da una profonda trasformazione destinata a modificare gli scenari e ad apportare una revisione profonda del ruolo del sindacato.
Le linee guida sono state tracciate con estrema chiarezza dal nostro Segretario generale nella sua relazione e rafforzate - lasciatemi passare il termine - dal riconoscimento della Presidente del Consiglio.
Una relazione, quella del nostro Segretario, che non ha soltanto delineato una strategia, ma ha indicato una direzione: quella di una UIL capace di leggere il presente ma, soprattutto, di anticipare il futuro.
L’epoca nuova si è aperta oggi qui a Padova, visibile negli occhi delle delegate e dei delegati, nelle parole ascoltate, negli entusiasmi che si respirano.
Non era facile immaginare un cambio di paradigma, una rivoluzione delle abitudini consolidate. Questa è la nostra UIL.
Questa è la UIL di Pierpaolo Bombardieri: un’organizzazione pronta a difendere e costruire, non nelle forme tradizionali, ma con il coraggio di osare, di andare oltre, di immaginare possibilità oggi inesplorate.
Con quella straordinaria capacità di proporre, affiancare e determinare il cambiamento nel pensiero, nelle azioni, nella centralità della persona, nella consapevolezza di essere un sindacato moderno, dinamico e interattivo.
Ogni nostra campagna è diventata una campagna nazionale.
E il fatto di aver aperto questo Congresso annunciando che la prossima campagna della UIL sarà dedicata alle donne, al valore delle donne, al merito delle donne, alla violenza sulle donne, è il segno più evidente di una scelta precisa: non rincorrere i temi del dibattito pubblico, ma dettare l’agenda politica di questo Paese.
Perché chi vuole guidare il cambiamento sa che la questione femminile non è una questione di genere, ma è la misura della qualità della nostra democrazia, del nostro lavoro e della nostra capacità di costruire il futuro.
E dunque tutti noi abbiamo una grande responsabilità: orientare e accompagnare le lavoratrici e i lavoratori in questa complicata fase di riposizionamento e nella gestione di istanze profondamente mutate.
La UIL è capofila della transizione.
Si è assunta questo ruolo e questi compiti per vocazione, per capacità di lettura dei fenomeni, da Nord a Sud del Paese, per il modo in cui accoglie al proprio interno le fibrillazioni e le ansie e le traduce subito dopo in idee e progetti.
Questo Congresso, come anche i nostri congressi regionali, non è stato l’esaltazione di un’organizzazione che raccoglie i frutti del proprio lavoro, ma di un’organizzazione che lancia e accoglie al tempo stesso una sfida.
Una sfida che fa tremare i polsi, ma che affascina e coinvolge ciascuno di noi, chiamato a misurarsi con scenari completamente nuovi.Da domani torneremo nei luoghi di lavoro, tra le persone, nelle nostre sedi.
Ed è lì che questo Congresso dovrà dimostrare il suo valore, perché le idee camminano solo se diventano scelte e le parole di Pierpaolo contano davvero solo se da domani diventeranno azioni.
Se oggi possiamo parlare di svolta, sarà perché il lavoro di ciascuno di noi ha portato i suoi frutti. Ed è una responsabilità che dobbiamo onorare fino in fondo. io sono certa che lo faremo: viva la UIL.