22/10/2014
19/10/2014. “Vedremo se la norma verrà confermata nell’esame parlamentare della legge. Di sicuro, se davvero i 30 patronati oggi esistenti dovranno chiudere i battenti, problemi ce ne saranno, eccome. Come detto, i patronati svolgono (gratuitamente per i cittadini, tutta l’attività è remunerata dal Fondo) molte prestazioni di “front office” che gli uffici Inps ormai forniscono quasi soltanto per via telematica. Attualmente, chi deve presentare una domanda di pensione o semplicemente vuole chiedere un chiarimento o un informazione –ma vuole parlare con un essere umano in carne ed ossa, e non con un computer o un call center – va in un patronato. Stesso discorso per le pratiche infortunistiche Inail. E anche i permessi di soggiorno per migranti li gestiscono i patronati: “prima” davanti agli uffici erano normali i bivacchi notturni e le risse”.
La Stampa - Roberto Giovannini – 19 ottobre 2014
17/10/2014. “Scatterà poi dal 2015 la riduzione di 150 milioni dei fondi destinati ai patronati, strutture che prestano assistenza ai pensionati nei loro rapporti con l’istituto previdenziale. A regime, la quota del gettito dei contributi previdenziali che va a finanziare le attività dei patronati verrà ridotta del 35 per cento”.
Il Messaggero – Luca Cifoni – venerdì 17 ottobre 2014
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21/10/2014
"EMERGENZA LAVORO IN CALABRIA"
La Calabria vuole lavoro, non assistenza: questo è il messaggio forte, univoco, quasi banale che viene fuori dai lavori del Consiglio Generale Regionale della UIL Calabria, tenutosi oggi a Crotone nei locali delle Officine Graziani, azienda che, nonostante la grave crisi economica, resiste tra mille difficoltà e, seppur debilitata, continua a rappresentare un esempio di sana e coraggiosa impenditoria calabrese.
L'immagine di un paese chiuso nel suo egoismo, di un governo che pensa soprattutto a riforme che mirano al mantenimento di posizioni di potere e privilegi e che continua a porre la questione lavoro agli ultimi posti della propria agenda politica, il diffondersi di una tensione sociale che, se sottovalutata, può sfociare in situazioni di estrema drammaticità, l'abbattimento del costo del lavoro e la riduzione della pressione fiscale individuate come unica via per creare sviluppo, rappresentano il filo conduttore che ha caratterizzato gli interventi dei numerosi presenti accorsi da tutta la regione, a partire dalla relazione del Segretario Regionale Santo Biondo, il quale, nel rimarcare l'incapacità, dimostrata dalla politica regionale, di sfruttare gran parte delle risorse derivanti dai fondi strutturali europei, e che non offre alcun tipo di programmazione trasparente, credibile e futuribile, manda un messaggio al Presidente del Consiglio riguardo la cabina di regia, che deve senza indugio diventare operativa e di cui va chiarito chi sono gli interlocutori e quali sono le priorità da affrontare, rassicurando sul fatto che la UIL sarà pronta ad elaborare e presentare proposte concrete per la crescita e lo sviluppo di un territorio, quello calabrese, in modo che gli ammortizzatori sociali, di cui oggi usufruiscono migliaia di famiglie, tornino ad essere uno strumento per sostenere l'attività imprenditoriale nei momenti di crisi e non un mero sostentamento al reddito di natura assistenziale.
E proprio della funzione transitoria degli ammortizzatori, che dovrebbero costituire un ponte verso le ricerca del lavoro vero, che garantisca continuità di reddito e consenta di costruire un modello pensionistico decoroso, parla il Segretario Nazionale della UIL Guglielmo Loy nelle sue conclusioni dove, evidenziando dati secondo cui dal 2008 ad oggi il numero di coloro che cercano lavoro è raddoppiato, e nella sola Calabria sono triplicate le ore di cassa integrazione, chiaro sintomo del disagio vissuto dai lavoratori, individua il tema vero del dibattito politico nell'elaborare un processo che miri a realizzare le condizioni per creare un sistema produttivo che favorisca la nascita di imprese nei settori agroalimentare, turistico, ed altri ambiti mirati al fine di ottimizzare, finalmente, le risorse comunitarie, non senza porre l'attenzione sulla assoluta necessità di rivalutare il sistema della contrattazione quale indispensabile strumento partecipativo per conseguire obiettivi realmente innovativi.
Il Segretario Generale
Biondo Santo
Catanzaro,31/07/2014
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21/10/2014
Ciò che ci muove nella nostra azione sindacale non è la vis polemica, ma l'intenzione di portare all'attenzione dell'opinione pubblica il dramma sociale dei lavoratori precari calabresi e, soprattutto, stimolare la rappresentanza politica a trovare soluzioni concrete per fare uscire dalla crisi atavica in cui si dibatte questo settore. Oggi più che mai non avvertiamo la necessità di polemizzare con i rappresentanti della deputazione parlamentare calabrese del Pd. A loro diciamo, semplicemente, che siamo da sempre disponibili al confronto costruttivo e fattivo sulle problematiche che, ormai da troppi anni, assillano la nostra regione. Allo stesso tempo siamo chiamati a rispondere loro e attraverso loro al Governo nazionale che, ad oggi, le soluzioni proposte non hanno risolto il problema e non hanno aperto la strada alla stabilizzazione dei precari.
Chiediamo, quindi, alla deputazione calabrese di affiancarci in questa lotta per dare a questi lavoratori un futuro meno precario, in quanto fin quando non si creeranno le condizioni per sviluppare l’occupazione, non è possibile lasciare migliaia di famiglie calabresi senza uno strumento di sostentamento necessario a traghettare la nostra regione verso un futuro migliore attraverso un impegno concreto da parte di tutti.
Pertanto, vi invitiamo ad essere presenti alla manifestazione del 16 ottobre a Villa San Giovanni (RC).
Il Segretario Generale
Santo Biondo Catanzaro,13.10.2014
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21/10/2014
Precari.CATANZARO - «Per i lavoratori precari calabresi bisogna fare di più. E’ necessario uscire da una logica emergenziale e programmare il loro futuro su basi solide». Santo Biondo, segretario generale della Uil calabrese, manda un messaggio chiaro alla giunta regionale in vista della mobilitazione del primo ottobre.
I punti focali della giornata di protesta, che vedrà i lavoratori del bacino del precariato calabrese, (che superano di molto le ventimila unità), impegnati in tre distinti presidi, uno a Cosenza, uno a Catanzaro e un altro a Reggio Calabria, sono stati fissati da tempo. Per la Uil calabrese, così come per i vertici della Cgil e della Cisl, saranno quattro: nuova occupazione; lotta al precariato; lotta al lavoro nero e sommerso; ammortizzatori sociali.
«L’amministrazione regionale – dice ancora Santo Biondo – deve avere la forza di imporsi davanti al Governo nazionale. Il ceto politico calabrese, anche quello ormai proiettato alla prossima campagna elettorale, deve recuperare credibilità e agire con convinzione per risolvere i troppi problemi ancora aperti sul territorio».
«La protesta in Calabria – prosegue il segretario regionale della Uil, rispondendo alle parole dell’assessore Nazzareno Salerno – non è fine a se stessa. Non dimentichiamo, infatti, che tutto passa da Roma, ma siamo convinti che le istituzioni locali non possano voltarsi dall’altra parte e scaricarsi delle responsabilità nei confronti di questi lavoratori troppo spesso considerati di seconda classe».
«Al bando i tecnicismi politici – continua Santo Biondo – i precari calabresi chiedono la loro stabilizzazione. E la manifestazione del primo ottobre sarà il momento, il primo, per mettere un tratto di evidenziatore sulle richieste che arrivano da questo comparto per troppo tempo trascurato e soffocato da chi ha gestito la cosa pubblica in Calabria».
«Lo ripeto da tempo, l’ho detto anche davanti alla platea nazionale del congresso della Uil che si è tenuto a Santa Trada – prosegue il segretario regionale della Uil - ormai è chiaro per tutti che il Paese riparte se riparte il Mezzogiorno. La buona riuscita di questa operazione molto dipende dalla classe dirigente meridionale, ma non costruiamo alibi per nessuno, tanto deve fare il Governo. Adesso è il momento di passare ai fatti. Il Governo deve mettere al primo posto il lavoro, gli investimenti pubblici e la lotta alla criminalità organizzata slegata dalla straordinarietà degli eventi. In quest’ottica, la prima operazione che può fare il Presidente del consiglio dei ministri è quella di mantenere la coerenza fra ciò che dice e ciò che fa».
«Il Governo Renzi – conclude Santo Biondo – deve farci capire come intende muoversi per garantire il futuro dei lavoratori precari calabresi. Come pensa di dare loro una speranza alla luce dei cambiamenti che il Jobs act si appresta ad apportare nella gestione degli ammortizzatori sociali in deroga. Una rivoluzione che, a conti fatti, stravolgerebbe l’impianto normativo preesistente e rischierebbe di amplificare le difficoltà di un comparto ormai allo stremo».
Il Segretario Generale
Santo Biondo
Catanzaro, 29/09/2014
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21/10/2014
Emergenza lavoro in CalabriaNessun spiraglio di luce all'orizzonte: nonostante il quadro socioeconomico calabrese sia noto ad ogni latitudine in tutta la sua gravità e drammaticità, un silenzio assordante ed un'inspiegabile immobilismo permea la politica del governo, sempre più impegnata a sfornare annunci roboanti di rivoluzioni imminenti, ma che inopinatamente continua a lasciar fuori dall'agenda politica le questioni occupazionali e di sviluppo del mezzogiorno. I tanto osannati 80 euro mensili a poco sono serviti in tal senso, oltre ad aver comunque asservito a dovere la funzione di spot elettorale per l'attuale esecutivo; così come lo sbandierato "jobs act" altro non ha fatto se non proporre, ove ce ne fosse bisogno, il precariato quale forma privilegiata ed (anzi) incentivata di impiego. Il tutto mentre continua l'esplosione" di richieste di ore di integrazione, mentre decine di migliaia di calabresi in regime di ammortizzatori in deroga continua ormai da mesi a non percepire quanto dovuto.
Di tale contesto, ma soprattutto di possibili rimedi e soluzioni, si parlerà il 30 luglio durante il Consiglio Generale Regionale della UIL Calabria che si terrà presso l'Azienda Graziani Francesco SRL di Crotone, location scelta non certamente a caso, in quanto rappresenta a pieno titolo come possano esistere, pur tra mille difficoltà, eccellenze imprenditoriali e gestionali in questa regione.
Alla manifestazione parteciperà il Segretario Nazionale Guglielmo Loy, a dimostrazione della sempre costante attenzione che la UIL Nazionale dimostra nei confronti delle tante emergenze del nostro territorio.
Il Segretario Generale
Santo Biondo
Catanzaro,22/07/2014
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21/10/2014
All’insegna della partecipazione civile e soprattutto del sacrificio dei lavoratori precari e percettori di ammortizzatori sociali in deroga, la manifestazione regionale organizzata dalla Uil e dalla Cisl Calabria ha senza dubbio centrato un primo obiettivo, quasi insperato: riportare sulla Calabria le attenzioni del Governo per individuare le soluzioni ai problemi del lavoro calabrese.
Il blocco agli imbarcaderi di Villa S. Giovanni dovuto all’esasperazione dei lavoratori interessati, seguito con estrema sensibilità dalle autorità preposte che hanno dato corso ad un intervento di mediazione risolutiva, ha lanciato per l’ennesima volta un messaggio preciso nei confronti dei rappresentanti istituzionali : il lavoro in Calabria è il primo obiettivo da perseguire per portare questo territorio fuori dal caos in cui si trova, dovuto in gran parte, dall’incapacità del Governo Regionale, che in questi anni, non ha saputo né indicare ai calabresi la strada dello sviluppo economico e produttivo, né tantomeno porre rimedio allo stato d’emergenza lasciato alla gestione delle sole Organizzazioni Sindacali.
Il segnale ottenuto dalla riunione della Cabina di Regia, non ci deve comunque indurre ad abbassare la guardia, e pertanto la nostra attenzione sulla vertenza rimarrà costantemente alta, per evitare di ritrovarci, a breve, al punto di partenza e riprecipitare nel limbo dell’incertezza.
I lavoratori precari e percettori di ammortizzatori sociali in deroga calabresi, troppo spesso, sono stati disillusi dalle promesse della politica, promesse che non si sono mai tramutate in atti concreti.
La Cabina di Regia ha dato i primi segni di vita. E’ questo quello che chiedevamo dal primo giorno del suo insediamento. Ora si deve cambiare passo.
Il Governo Nazionale, in questa fase di vacatio istituzionale in Calabria, che non sarà breve, deve assumere lo stato di emergenza regionale, rientrando questo, anche nei doveri sussidiarietà dello Stato, previsti dalla Costituzione, intervenendo, in attesa di un nuovo Governo Regionale, concretamente lì dove la Regione Calabria ha mancato.
Ciò vale la salvaguardia del futuro degli oltre 30.000 calabresi, siano essi percettori di ammortizzatori sociali in deroga, ai quali va garantito il diritto della sopravvivenza in attesa che riparta il lavoro attraverso programmi seri di politiche attive e industriali regionali, siano essi i precari calabresi che da molti anni, pur svolgendo attività vitali per i servizi alla comunità calabrese, vivono una condizione di invivibilità generale, i quali non possono attendere altro tempo per la loro stabilizzazione e in riferimento a ciò anche i ritardi accumulati, dovuti alla lentezza della burocrazia italiana, non sono una giustificazione per nessuno, soprattutto per coloro i quali ricoprono ruoli di responsabilità politica e istituzionale.
Oggi più che mai chi ha il potere di intervenire deve farlo, prendendo atto della delicatezza della situazione calabrese.
Chi ha responsabilità di governo non deve avere la paura di assumerle. Noi da parte nostra saremo pronti a dare il nostro contributo evitando il più possibile che i lavoratori cadano nel ricatto di interessi di parte: per il momento lo stato di agitazione continua.
Il Segretario Generale Uil Calabria Il Segretario Generale UilTemp Calabria
Santo Biondo Gianvincenzo Benito Petrassi
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21/10/2014
“Reagiremo con fermezza alle disattenzioni del Governo Renzi". All'indomani del mancato confronto con la Presidenza del Consiglio dei ministri in sede di Cabina di regia, i sindacati regionali sono pronti ad alzare il livello dello scontro con la politica nazionale, rea di essere disattenta ai numerosi focolai di crisi presenti in Calabria, colpevole di non avere studiato una politica strutturale per il rilancio economico ed occupazionale del territorio ma di inseguire rimedi emergenziali e di attivarsi solo davanti a ricadute di ordine pubblico.
La Uil e UilTemp Calabria sono pronti a dare corso a nuove manifestazioni di protesta per richiamare sulla Calabria, una terra dimenticata dalle istituzioni e dalla politica, l'attenzione di Matteo Renzi e della sua squadra di governo. Non lo faremo per puro spirito movimentarista, non ne abbiamo bisogno noi come sindacati e non è utile per la realizzazione delle aspettative di migliaia di cittadini calabresi che soffrono per arrivare a fine mese. Ma non possiamo restare fermi davanti all'immobilismo di un Governo che fa finta di niente davanti alle difficoltà dei lavoratori precari, alla sofferenza di coloro che sono precettori di ammortizzatori in deroga.
Non possiamo più fare finta di niente davanti ad un Presidente del consiglio che non fa quello che dice, che non vuole risolvere concretamente i problemi dei lavoratori calabresi, che sta accentuando il gap strutturale dell'estremo lembo della Penisola". "Vogliamo farci ascoltare, siamo pronti al confronto. Vogliamo sederci allo stesso tavolo per mettere nero su bianco le nostre proposte per risollevare le sorti di questa regione umiliata, abbandonata dalla politica, lasciata nel limbo da un Governo centrale che, al netto delle visite in Prefettura, ancora oggi non ha portato al primo posto della propria agenda la Calabria ed i suoi atavici ritardi e non ha messo a segno un punto vincente contro la crisi e la disoccupazione".
Il Segretario Generale Uil Calabria Il Segretario Regionale UilTemp Calabria
Santo Biondo Gianvincenzo Benito Petrassi
Catanzaro, 09.10.2014
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15/10/2014
Dopo 14 anni alla guida della UIL Calabria, Roberto Castagna ha fatto un passo indietro in nome del rinnovamento.
Non manifestando la propria disponibilità a ricandidarsi ha dato il via libera ad un ricambio generazionale al vertice del sindacato che si è concretizzato nell’elezione di Santo Biondo la cui designazione è stata votata all’unanimità e confermata da un lungo applauso.
“Questa è la risposta di UIL Calabria a Renzi – ha commentato a conclusione dei lavori congressuali Castagna- e un segnale di coerenza da parte del nostro sindacato che guarda ai giovani in termini concreti assegnando loro compiti di responsabilità.”
Coordinatore regionale della UILM fino a ieri, Santo Biondo, reggino, 38 anni , laureato in giurisprudenza-non appena nominato ha designato i componenti della segreteria regionale ( Pasquale Barbalaco, Roberto Castagna, Alfonso Cirasa , Angela Condemi, Raffaele Gentile Antonio Merlino, Fabio Tomaino), dando effettivamente avvio al nuovo corso della UIL Calabria.Un inizio di stagione che però non vuole trarre linfa dalla sola riduzione della soglia anagrafica del suo segretario ma che riparte dai luoghi simboli del lavoro.Un’officina ferroviaria, che effettua manutenzione in uso ad Rfi, ha fatto da sfondo alla celebrazione del X congresso regionale per ribadire l’importanza del lavoro non come “sistema di sopravvivenza” ma come “ forma di emancipazione”.Ed è un piano regionale del lavoro che è stato chiesto con urgenza ed a gran voce sia dal segretario uscente Castagna sia da segretario generale Cisl Paolo Tramonti che ,insieme al componente della segreteria regionale Cgil Raffaele Mammoliti, ha partecipato ai lavori congressuali.“La Calabria ha molte potenzialità sulle quali intervenire-ha esordito nella sua relazione introduttiva Castagna- ma poche sono quelle che finora è stata in grado di utilizzare.Si potrebbe puntare aad esempio su un piano di interventi per portare alla luce l’interessante patrimonio archeologico e rafforzare al contempo l’attenzione alla conservazione e valorizzazione dei siti esistenti.Abbiamo inoltre un assetto idrogeologico che impegnerebbero professionalità per qualche migliaio di giovani.Ma per fare ciò c’è bisogno di un preciso piano di sviluppo e il governo regionale non ha brillato in questo senso.Ha fallito il governo reggino, il catanzarese di Abramo e quello cosentino di Occhiuto, perché sono modelli che privilegiano il localismo e che puntano a dividere”.A benedire il nuovo corso della segreteria regionale era presente il segretario generale aggiunto UIL Carmelo Barbagallo, in predicato di prendere il posto di Luigi Angeletti.GAZZETTA DEL SUD 24/06/2014
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04/10/2014
"Per i lavoratori precari calabresi bisogna fare di più. E’ necessario uscire da una logica emergenziale e programmare il loro futuro su basi solide". Santo Biondo, segretario generale della Uil calabrese, manda un messaggio chiaro alla giunta regionale in vista della mobilitazione del primo ottobre.
I punti focali della giornata di protesta, che vedrà i lavoratori del bacino del precariato calabrese, (che superano di molto le ventimila unità), impegnati in tre distinti presidi, uno a Cosenza, uno a Catanzaro e un altro a Reggio Calabria, sono stati fissati da tempo. Per la Uil calabrese, così come per i vertici della Cgil e della Cisl, saranno quattro: nuova occupazione; lotta al precariato; lotta al lavoro nero e sommerso; ammortizzatori sociali. "Per i lavoratori precari calabresi bisogna fare di più. E’ necessario uscire da una logica emergenziale e programmare il loro futuro su basi solide". Santo Biondo, segretario generale della Uil calabrese, manda un messaggio chiaro alla giunta regionale in vista della mobilitazione del primo ottobre.
"L’amministrazione regionale – dice ancora Santo Biondo – deve avere la forza di imporsi davanti al Governo nazionale. Il ceto politico calabrese, anche quello ormai proiettato alla prossima campagna elettorale, deve recuperare credibilità e agire con convinzione per risolvere i troppi problemi ancora aperti sul territorio.
La protesta in Calabria – prosegue il segretario regionale della Uil, rispondendo alle parole dell’assessore Nazzareno Salerno – non è fine a se stessa. Non dimentichiamo, infatti, che tutto passa da Roma, ma siamo convinti che le istituzioni locali non possano voltarsi dall’altra parte e scaricarsi delle responsabilità nei confronti di questi lavoratori troppo spesso considerati di seconda classe.
Al bando i tecnicismi politici – continua Santo Biondo – i precari calabresi chiedono la loro stabilizzazione. E la manifestazione del primo ottobre sarà il momento, il primo, per mettere un tratto di evidenziatore sulle richieste che arrivano da questo comparto per troppo tempo trascurato e soffocato da chi ha gestito la cosa pubblica in Calabria.
Lo ripeto da tempo, l’ho detto anche davanti alla platea nazionale del congresso della Uil che si è tenuto a Santa Trada – prosegue il segretario regionale della Uil - ormai è chiaro per tutti che il Paese riparte se riparte il Mezzogiorno. La buona riuscita di questa operazione molto dipende dalla classe dirigente meridionale, ma non costruiamo alibi per nessuno, tanto deve fare il Governo. Adesso è il momento di passare ai fatti. Il Governo deve mettere al primo posto il lavoro, gli investimenti pubblici e la lotta alla criminalità organizzata slegata dalla straordinarietà degli eventi. In quest’ottica, la prima operazione che può fare il Presidente del consiglio dei ministri è quella di mantenere la coerenza fra ciò che dice e ciò che fa.
Il Governo Renzi – conclude Santo Biondo – deve farci capire come intende muoversi per garantire il futuro dei lavoratori precari calabresi. Come pensa di dare loro una speranza alla luce dei cambiamenti che il Jobs act si appresta ad apportare nella gestione degli ammortizzatori sociali in deroga. Una rivoluzione che, a conti fatti, stravolgerebbe l’impianto normativo preesistente e rischierebbe di amplificare le difficoltà di un comparto ormai allo stremo". (Fonte archivio CatanzaroInforma.it)
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