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Regione. La politica non si fermi alle solite parole d'ordine ma programmi una seria stagione di riforme in Calabria

Che i bisogni della Calabria siano quelli di mettere a sistema il mercato del lavoro, di ottimizzare il settore turistico, di rilanciare le potenzialità di crescita e sviluppo, di riorganizzare il panorama infrastrutturale e di efficientare i meccanismi di protezione sociale, ormai è un dato consolidato che queste siano le esigenze prioritarie di cui questa regione ha bisogno per ripartire, frenare l’emigrazione giovanile e ridare una speranza ai suoi cittadini.

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Solo l'approvazione del Piano operativo può salvare la sanità. Noi siamo pronti al confronto con Cotticelli

La relazione del “Tavolo Adduce”, ancora una volta, mette in evidenza i gravi ritardi, le ripetute inadempienze e le enormi falle che relegano il Servizio sanitario regionale calabrese fra gli ultimi dell’intera Nazione. Una situazione resa ancora più complessa dal moltiplicarsi degli scioglimenti per infiltrazioni mafiose all’interno delle strutture territoriali del Servizio sanitario regionale. Una situazione dalla quale si può uscire solo con il confronto, con il dialogo e nessuno può pensare di calare soluzioni dall’alto. Un confronto al quale noi siamo disponibili e che ci vedrà pronti nel non fare sconti a nessuno.

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La Regione Calabria è ferma al palo. Si restituisca la parola ai cittadini e si rinnovi la classe dirigente

La giunta regionale della Calabria prosegue il suo lento cammino di stasi amministrativa e, in questo percorso, finisce per trascinare anche il Consiglio regionale che, dopo una giornata estenuante e contrassegnata dalle proposte, ha partorito solo provvedimenti che non potranno cambiare le sorti di questa regione e delle tante vertenze ancora aperte sul territorio.

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La Uil Calabria dice no a un regionalismo che amplifica le distanze fra il Nord ed il Sud del Paese

C’è un pericolo nascosto dietro la richiesta di maggiore autonomia da parte di alcune regioni del Nord Italia. Il rischio, che potrebbe concretizzarsi dopo il prossimo 15 di febbraio, è quello di far ripiombare il Paese, in un passato diseguale in cui attraverso le gabbie salariali, lavoratori che svolgevano la stessa attività, pur vivendo all’interno degli stessi confini nazionali, ricevano salari differenti a seconda della loro collocazione geografica. Quella fase storica superata dagli eventi mossi dai sentimenti di unità nazionale, oggi attraverso il regionalismo differenziato, potrebbe riproporsi, realizzando nel mezzogiorno le gabbie dei diritti sociali, civili e di cittadinanza.

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Non sottovalutare il richiamo della Corte dei Conti. La Regione proceda alla riforma delle partecipate

Il fermo richiamo della Corte dei conti regionale non può cadere nel vuoto. I magistrati contabili calabresi hanno bocciato la gestione della partecipazione pubblica in Calabria, il malgoverno degli enti sub regionali e, senza mezzi termini, hanno espresso un giudizio poco lusinghiero per quanto attiene la spesa del Por Calabria. Tutto questo deve far riflettere coloro che hanno in mano il potere, politico ed amministrativo, di cambiare il corso del governo di questi settori. A Catanzaro come a Roma.

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